Non è certo sincretismo religioso "stare insieme per pregare". Non si può certo "pregare insieme", cioè fare una preghiera comune, ma si può essere presenti quando gli altri pregano, manifestando in questo modo il nostro rispetto per la preghiera altrui e per l'atteggiamento degli altri davanti alla divinità. Nel contempo possiamo offrire loro la testimonianza umile e sincera della nostra fede in Cristo, Signore dell'universo". "Non c'è che un solo disegno divino per ogni essere umano che viene in questo mondo (cfr. Gv. 1,9), un unico principio e fine, qualunque sia il colore della sua pelle, l'orizzonte storico e geografico in cui vive ed agisce, la cultura in cui è cresciuto e si esprime". "Gli uomini potranno spesso non essere consapevoli di questa loro radicale unità di origine, di destinazione e di inserimento nello stesso piano divino: e quando professano religioni diverse e incompatibili tra loro, potranno anche sentire come insuperabili le loro divisioni. Ma nonostante queste, essi sono inclusi nel grande ed unico disegno di Dio, in Gesù Cristo. Ciò non vale solo per i cristiani ma anche per tutti gli uomini di buona volontà nel cui cuore lavora invisibilmente la grazia. Cristo è morto per tutti e la vocazione ultima dell'uomo è effettivamente una sola, quella divina, perciò dobbiamo ritenere che lo Spirito Santo dia a tutti la possibilità di divenire in contatto, nel modo che Dio conosce, col mistero pasquale".
(Estratti dal discorso di Giovanni Paolo II giornata mondiale di Preghiera per la Pace 86 - riferimenti al Vangelo di Giovanni 1,9 ed alla Gaudium et Spes n. 22)
Uno dei più famosi maestri spirituali dell'induismo è stato Swami Sivananda, che ha fondato a Rishikesh, nello stato indiano di Garhwal, un vivacissimo centro di spiritualità (=ashram), conosciuto in tutto il mondo. Sivananda era medico in Malesia, ma poi seguì un'evidente vocazione e divenne un conosciutissimo "guru" (= maestro, saggio), un santo a cui tutti facevano ricorso per apprendere l'esperienza dell'Amore divino e per amare ogni prossimo, specialmente i più bisognosi. Un cristiano gli chiese un giorno: "Maestro che cosa diresti ad un cristiano? Come lo potresti aiutare a raggiungere la pienezza della sua fede?". Rispose: "Mettiti a conoscere la personalità di Gesù. Vivi con lui tutto il tempo. Lui è sempre al tuo gomito e gli puoi chiedere: 'Che cosa faresti in questa circostanza?' Leggi il Vangelo ogni giorno, perché Gesù diventi una realtà per te ora e non resti solo una figura storica. Egli è più vicino a te del tuo stesso respiro. Il regno di Dio è dentro di te. Ne prendi coscienza dal di dentro, dal cuore, che è più importante dell'intelligenza, la quale potrebbe persino frapporsi tra te e la tua esperienza di Dio. All'inizio della vita spirituale noi cerchiamo Dio fuori, come fosse 'un altro', lui l'amante e noi i suoi devoti. Andando avanti, lo concepiamo come colui che è. Ma ora, guardati dentro ed entra nel santuario interiore del tuo cuore". (Dialogo avvenuto a Madras)
"D'ora in poi la vita religiosa dell'umanità sarà vissuta, se mai lo sarà, in un contesto di pluralismo religioso... Ciò è vero per tutti noi; non solo per l'umanità in generale o in astratto, ma per te e per me come individui. Le persone che condividono altre convinzioni non sono più periferiche o distanti, amene curiosità di racconti di viaggio. Più siamo attenti e più partecipiamo alla vita, più troviamo che esse sono il nostro vicino, il nostro collega, il nostro rivale, il nostro compagno. Confuciani e indù, buddisti e musulmani non sono con noi solo nelle Nazioni Unite, ma per la strada. Non solo il destino della nostra civiltà è sempre più influenzato dalle loro azioni, bensì prendiamo anche personalmente il caffè con loro".
(Wilfred Cantwell Smith - The Faith of Other Men, Harper and Row, New York 1962,11)