Siamo una comunità di persone ispirate alla Tradizione Monastica Benedettina, attente ad ascoltare e a realizzare i nuovi fermenti che lo Spirito suggerisce portando avanti le attività del "Monastero di San Biagio - Centro di Spiritualità".
Siamo una comunità aperta e in evoluzione, che si costruisce con l’apporto dello Spirito e i carismi dei suoi membri, impegnata a rispettare la Madre Terra e le donne e gli uomini che la abitano. Siamo sensibili a un atteggiamento di protezione della Terra, alla salvaguardia dell’ambiente con un’attenzione particolare prestata al rapporto con la natura attraverso la collaborazione con il personale del Parco dell’Oasi di Crava e Morozzo. Viene promosso il dialogo con la pluralità religiosa e culturale umana, onde favorire l’unità nel rispetto della diversità.
Siamo una comunità avente come obiettivi:
Si può essere membri religiosi della comunità o membri laici dell'"Associazione Madonna della Fiducia", che vivono all'esterno o in seno alla comunità.
La nostra comunità è nata dal desiderio di P. Filiberto Guala di far riconoscere questo monastero.
Essa è affiancata dall'"Associazione Madonna della Fiducia", formata da laici e da sacerdoti che collaborano e ne condividono le finalità.
Il logo del monastero raffigura una colomba con un ramoscello di ulivo nel becco che sorvola e scruta il mondo sul cui cielo risplende un arcobaleno e la scritta “pace” in numerosi idiomi.
La colomba è un animale che compare sia nel Nuovo che nell'Antico Testamento.
Nella Genesi, al capitolo 8, ”L'abbassamento delle acque”, troviamo: “Noè poi fece uscire una colomba, per vedere se le acque si fossero ritirate dalsuolo; ma la colomba, non trovando dove posare la pianta del piede, tornò a lui nell'arca, perché c'era ancora l'acqua su tutta la terra. Egli stese la mano, la prese e la fece rientrare presso di sé nell'arca. Attese altri sette giorni e di nuovo fece uscire la colomba dall'arca e la colomba tornò a lui sul far della sera; ecco, essa aveva nel becco un ramoscello di ulivo”.
La colomba è qui simbolo di speranza mai delusa, di tenacia, perseveranza e di fides (nella duplice accezione di fede e di fiducia), che trovano infine successo.
Nel Vangelo di Giovanni, al capitolo 1, troviamo: “Dopo di me viene un uomo che mi è passato avanti, perché era prima di me. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare con acqua perché egli fosse fatto conoscere a Israele". E Giovanni rese testimonianza dicendo: "Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di lui”.
Lo Spirito Santo si paragona al volo della colomba.
Nel logo la colomba trattiene nel becco un ramoscello d’ulivo, simbolo della Pace e della Pasqua.
L’arcobaleno, come simbolo moderno stampato sulle bandiere, ne rafforza il messaggio.
La scritta “pace”, motto benedettino, e motto augurale in tutte le religioni, scritto in varie lingue ne sottolinea l’universalità.
Il mondo, visibilmente più piccolo della colomba, ricorda la visione di S. Benedetto: “In questa visione avvenne un fenomeno meraviglioso: fu posto davanti ai suoi occhi tutto intero il mondo, quasi raccolto sotto un unico raggio di sole”. (cfr. “Vita di S. Benedetto” di San Gregorio Magno”).