Il Priorato benedettino di S. Biagio, dipendente dall’Abbazia di S. Benigno di Fruttuaria, fu fondato nell’XI secolo,su terreno donato da Eremberto I di Morozzo già intorno al 1014, insieme ad altri beni. Tra questi un oratorio costruito già tra il IX e il X secolo, primo centro devozionale dedicato a S. Biagio, dove poi fu costruita la Chiesa monastica a tre navate ampliata nel XIII secolo nella zona presbiteriale e affrescata tra il XV e XVI secolo.
Dopo la morte dell’ultimo priore Giorgio Fauzone (1452) il Monastero passò al Capitolo dei canonici di Mondovì.
Nella seconda metà del XVII secolo la chiesa subì una trasformazione interna in stile barocco,nonché l’arretramento della facciata. Divenuta parrocchia effettiva nel 1675 e rimasta tale fino al 1904,la Chiesa fu poi abbandonata e trasformata in fienile dai contadini che abitavano nel complesso.
Nel 1973 l’arrivo di P. Filiberto Guala, monaco trappista delle Frattocchie di Marino,segna la ripresa della vita monastica.
Giunto come eremita a San Biagio,con l’aiuto di amici e grazie all’interessamento dei Vescovi piemontesi, inizia l’opera di restauro del Monastero,che fa parte della Fondazione di Culto e Religione “Centro di Spiritualità”, presieduta dal Vescovo di Mondovì.
Nel novembre del 1984 per ragioni di salute P. Filiberto deve lasciare il Monastero, da lui chiamato anche “Madonna della Fiducia”, e rientrare alle Frattocchie di Marino non senza aver lanciato agli amici l’invito a proseguire la sua opera, che seguirà fino al 24 dicembre 2000 entrando definitivamente nella Pace del Signore.
Nel luglio del 1985 Caterina Conio e Clelia Ruffinengo, accoglievano l’invito a sostituirlo e già nell’ottobre dello stesso anno con gli amici di P. Guala nasceva l’Associazione “ Madonna della Fiducia”, che si allargherà nel tempo a sostegno del Monastero.
L’accordo con l’allora Vescovo Mons. Massimo Giustetti è di mantenersi con il proprio lavoro e di tenere aperto il Monastero secondo la tradizione benedettina: preghiera, lavoro, ospitalità e con l’ apertura al dialogo ecumenico ed interreligioso.
Caterina, per ragioni di salute, dovrà rientrare a Milano nel settembre dello stesso anno ma tornerà spesso a S.Biagio con brevi visite e organizzerà ogni anno incontri interreligiosi, sostenuti dal Centro Henri Le Saux da lei fondato a Milano e dall’Università di Pisa dove insegnava “Storia delle religioni orientali”, fino alla sua morte.(1996).
Il nuovo Vescovo Mons. Enrico Masseroni deciderà d’incardinare nella diocesi con l’Ordo Virginum, sr. Clelia confermandole la responsabilità del monastero e lasciando al Presidente dell’Associazione,la cura dei beni immobili.
Il successivo Vescovo Mons. Luciano Pacomio approverà nel 1998 lo statuto dell’Associazione “Comunità del Monastero di S. Biagio”.
I legami con altri monasteri,primo fra tutti Camaldoli, e quelli legati al Dialogo Interreligioso Monastico(D. I. M.) favoriscono il proseguimento delle finalità proposte.